IL TRIANGOLO

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il_triangolo

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Nel mese di dicembre 2010 tre ragazzi del luinese: Marco Ulcigrai (chitarra e voce), Thomas Paganini (basso e cori) e Mauro Campoleoni (batteria), danno vita ad un nuovo progetto musicale chiamato Il Triangolo. Il Triangolo nasce dalle ceneri delle precedenti esperienze musicali del trio: cambiato nome e genere, ripartono con nuove idee e nuova energia. Il Triangolo è una band della tradizione italiana (il Beat anni ’60, come una certa canzone d’autore degli anni ’70), che riesce però ad essere perfettamente al passo coi tempi. Una band moderna ma non alla moda, modernista ma non retro, pulita ma non noiosa. Riprendono i suoni della beat generation italiana, sconvolgendoli con ritmi incalzanti, credono nella giovinezza e parlano dell’amore.
Il Triangolo ha vinto l’edizione 2011 di VA sul palco, Concorso musicale per artisti emergenti all’interno del progetto Notturno Giovani, realizzato dal Comune di Varese – Servizio Informagiovani e Politiche Giovanili – in collaborazione con la Coop. Soc. Naturart, le etichette discografiche Tube Records e Ghost Records. L’album d’esordio de Il Triangolo “Tutte Le Canzoni”, registrato e missato presso la Sauna Recording Studio di Varano Borghi da Andrea Cajelli e da Sergio Maggioni e prodotto da Sergio Maggioni (produttore dell’ultimo album di Syria ed ex bassista degli Hot Gossip),  è uscito su Ghost Records ad aprile 2012, ed ha ricevuto un’ottima accoglienza. Dello stesso anno la partecipazione alla compilation di cover degli 883 ideata da Rockit Con un deca, con una rivisitazione del brano Nella notte.

Per il secondo disco “Un’America”, uscito il 6 maggio 2014, prosegue la collaborazione con Ghost Records e Sergio Maggioni. Con “Un’America” la band continua a sperimentare: se per i testi e le melodie si conserva lo stampo del cantautorato italiano, gli arrangiamenti ed i suoni si spostano invece verso un nuovo immaginario, più sporco e tagliente, che trae ispirazione dagli ascolti più recenti della band come Band of Skulls, The Savages, Tame Impala, Deap Vally e St. Vincent.
“In questo album il punto di partenza è stato sempre il beat e il cantautorato, ma nella fase di produzione abbiamo deciso di dare ai brani una veste più rock, dove i fuzz delle chitarre, le batterie sature e il basso distorto fanno da padroni e a tratti si possono percepire influenze krautrock e new wave”.

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